Negli anni Venti e Trenta del Novecento, il clima artistico dell’Art Déco riformula il rapporto tra forma, funzione e decorazione secondo una sensibilità moderna, attenta all’essenzialità e al rigore costruttivo. In questo scenario si colloca la figura di Jean Després, la cui ricerca si distingue per un linguaggio stilistico sobrio, geometrico e profondamente legato all’estetica meccanica del suo tempo.
La poetica di Després nasce dall’incontro tra la tradizione artigianale francese e l’immaginario tecnologico del primo Novecento. L’esperienza come meccanico aeronautico durante la Prima Guerra Mondiale segna in modo determinante la sua visione creativa: il mondo delle eliche, dei motori e delle strutture aerodinamiche si traduce in forme pure, lineari, organizzate secondo un equilibrio razionale. Per lui la bellezza coincide con la qualità della materia e con la precisione costruttiva, non con l’opulenza decorativa. I suoi gioielli quali collane, spille, bracciali, pendenti, si riconoscono per le superfici martellate, l’uso sapiente dell’argento, le geometrie nette spesso accostate a smalti o pietre dure. Le forme evocano talvolta il linguaggio delle macchine e del design industriale, pur mantenendo una marcata attenzione al gesto manuale e al dettaglio. Nelle sue opere, il confine tra arte e artigianato si attenua fino a dissolversi, dando vita a oggetti che uniscono funzionalità, modernità ed espressione estetica in un’unica visione coerente.







Fonti:
M. Gabardi, Jean Després: bijoutier‐orfèvre entre Art déco et modernité, catalogo della mostra, Musée des Arts Décoratifs, Parigi, 19 marzo -12 luglio 2009.